DALLE ALPI GIULIE AI TREKKING IN EUROPA E TURCHIA


LA CICLOVIA ALPE ADRIA RADWEG

 

RELAZIONE GITA A FONDO PAGINA

 

ASSOCIAZIONE Giovane Montagna DI VENEZIA

 

 

     DOMENICA 15 MAGGIO 2016

 

IN BICICLETTA LUNGO LA CICLOVIA ALPE ADRIA TARVISIO -VILLACO - ESCURSIONE A MALGA RAUNA - STRECHIZZA

 

Accompagnatori: Giovanni Cavalli (cell.3296917670) - Sergio Bettinello. Numero di Riferimento dell'accompagnatore Durante l'escursione: 339.3558831

Partenza: ore 6,30 Piazzale Roma, Mestre - Hotel Russott (ex Ramada) ore 6,40.

Punto di Partenza e ritorno: Tarvisio per i ciclisti; Valbruna-Malborghetto per Gli escursionisti.

Equipaggiamento : per i ciclisti Sono consigliati pantaloncini corti con imbottitura, scarpe da ginnastica e caschetto, giacca parapioggia con berretto. Per Gli escursionisti, abbigliamento da montagna, zaino, pedule, borraccia, giacca a vento.

Cartografia:  VEDERE carta annessa al Programma. Tabacco, f. 019, Alpi Giulie Occidentali e Tarvisiano - scala 1:25 000

 

Ritrovo di Rientro: per Gli escursionisti alle ore 16,00 a Malborghetto (Campo Sportivo). Per i ciclisti alle ore 17,00 a Tarvisio (parcheggio sottostante al punto di noleggio bici BALDAN SPORT).

 

ITINERARIO IN BICICLETTA

Da Tarvisio a Villach e ritorno km. 64. Dislivello 270 m. Il percorso si snoda Lungo la pista ciclabile Alpe Adria Radweg. Un Coccau si entra in Austria Dove si continua a pedalare Lungo il percorso ciclabile Segnalato come R3C (Tarvisweg) Che passa per Arnoldstein e si connette alla Gailradweg (R3 - ciclabile del fiume Gail). Si costeggia quindi il Gail (5 km di ottimo sterrato.) Pedalando Lungo il tratto terminale della R3 Fino a incrociare la ciclabile della Drava (R1 - Drauradweg) alla periferia di Villach, Sulla Quale si un costo, Fino Al Centro della Città.

ITINERARIO escursionistico

Tempi: ore 5/6 - dislivello salita 780 m. Discesa 950.

Raggiunto il limite dell'abitato di Valbruna in Direzione Saisera, in Corrispondenza delle Ultime Abitazioni del paese, Appare sul lato Destro della carreggiata il segnavia CAI 607 ​​per Malga Rauna e Cappella Zita. In Moderata salita si attraversa la pista utilizzata in inverno per lo sci da fondo; poi il percorso rimonta con buona Pendenza l'estremita orientale della lunga costiera dello Jof di Miezegnot. Un bosco misto di abete rosso e faggio accompagna la prima parte dell'ascesa, Lungo la which E possibile godere di Qualche Limitato scorcio sull'abitato di Valbruna e sui rilievi del Lussari e della Cima del Cacciatore. Ad Una prima diramazione Si Può decidere se proseguire Lungo La più agevole mulattiera o se SEGUIRE il segnavia CAI, il Quale taglia Una curva a gomito seguendo un percorso Più Diretto. DOPO ALCUNE serpentina La Pista si approssima alla Valle del Rio del Salto, costeggiandone Il Margine in modo lineare, quindi, in Seguito all'attraversamento di un piccolo corso d'acqua, si introducono in Una conca Più luminosa, posta a ridosso dei basamenti rocciosi discendenti dal Monte Strechizza. Un'ulteriore possibilita di Scelta E i dati all'escursionista in this punto: SEGUIRE L'ampia pista Che piega Nettamente una Destra oppure intraprendere il Più Diretto sentiero CAI 607 ​​(Segnalato), il Quale confluisce Più a monte Nella traccia principale. Il sentiero CAI Risale in modo DECISO Il Fitto bosco misto, il Che, con l'aumentare progressivo della quota, va trasformandosi sempre Più a Una faggeta pura. DOPO Aver ripreso la pista precedentemente abbandonata si avanza con Pendenza Meno significativa, Incontrando l'intersezione con il sentiero per forcella Nebria (da lasciare alla propria Destra). Un Ampio tornante sinistrorso coincide con Una significativa Apertura, Presso la Quale si TROVA UN vistoso cartellone facente Riferimento al Progetto di Ripristino e miglioramento dei pascoli di Malga Rauna. Con visuale fattasi decisamente Più aperta si raggiunge quasi subito la malga STESSA (1497 m), la cui sagoma E Sovrastata Dallo scosceso versante Settentrionale dello Jof di Miezegnot. This piccola Strutture in legno E a Grado di offrire Uno spartano ricovero a cui aggiunge SI, all'esterno, la possibilita di accendere il fuoco. Lasciando Sulla Destra la costruzione, Il Sentiero un costo, Entro Una splendida radura Circondata da abeti rossi, quindi, DOPO Aver rimontato un brevissimo Pendio, condurre di fronte a Cappella Zita (1515 m), Realizzata all'epoca della Grande Guerra Dai Soldati austriaci a Onore Loro alla Imperatrice e sopravvissuta Agli eventi di Quel Periodo. Dalla Radura E possibile apprezzare Una discreta visuale sull'estremità orientale delle Alpi Giulie Fino a Malga Rauna. Dislivello m. 700. Ore 2 ½.

Si un costo, per Bosco di larici e abeti per Altri 80 m. di dislivello fino a Bon quota 1600 dove si Lascia Il Sentiero per lo Jof di Miezegnot per Malga Strechizza, sv. 606. Con Una traversata nel bosco verso Destra, si raggiunge Una dorsale Che Scende un Malga Strechizza (40 minuti- q. 1359). Dalla conca erbosa della malga si Scende per la strada forestale nel valloncello del Rio Bianco e sottopassando l'autostrada e la dismessa stazione ferroviaria, si giunge ai Campi sportivi e all'abitato di Malborghetto di là del fiume Fella (ore 1½). Dislivello Discesa m. 950.

DA VEDERE

VILLACH

  

ARNOLDSTEIN

Dal Centro di Arnoldstein un breve strappo per Salire al Monastero Benedettino. Appena si passa il portale una Sinistra Una sala, priva di Personale, dove Il Viandante TROVA scritto l'Importo Minimo da lasciare per la visita. Compiuto Il Nostro dovere ci accingiamo ora alla visita del Castello / Monastero. DOPO un totale abbandono alla multa dello scorso Secolo Su Iniziativa privata e pubblica e tanto impegno si Tenta di Ricostruire le diroccate mura. Molto C'è Ancora da corsa ma tanto e Stato Fatto. Ben Ristrutturata la Via Centrale Che porta alla parte alta dove, sotto Una Rinnovata COPERTURA, si tengono Spettacoli.

 

Thorl MaglernCappella ZitaVillachFiume Gail

 

 

 

 

RELAZIONE GITA IN BICI:

 

Dopo essere arrivati a Tarvisio in macchina, in quanto eravamo solo in 6, abbiamo noleggiato  le mountain bike e iniziato a percorrere la pista ciclabile Alpe Adria Radweg.                                   All’andata, il percorso sulla ciclabile è stato più facile in quanto, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, andando in Austria da Tarvisio a Villach si va in discesa, passando da 750 m a 500 m s.l.m. Entrati in Austria a Coccau, abbiamo poi continuato a pedalare lungo il percorso ciclabile segnalato come R3C (Tarvisweg) che passa per Arnoldstein e si connette alla Gailradweg (R3 – ciclabile del fiume Gail).                                                                                                                  Molto suggestivo è il percorso lungo il fiume Gail, il principale affluente di destra della Drava, in cui confluisce a Villach.

 

In questo tratto, con non poca sorpresa,  abbiamo incontrato un allevamento di yak, i mastodontici buoi tibetani che in questi pascoli sembrano aver trovato un ambiente favorevole, nonostante il loro habitat originario sia quello dell’altopiano tibetano.

Infine, pedalando lungo il tratto terminale della R3 fino ad incrociare la ciclabile della Drava (R1 – Drauradweg), siamo giunti, dopo oltre 2 ore, alla periferia di Villach, proseguendo poi fino al centro della città.                                                                                                                                                  A Villach, che con 59.000 abitanti è la seconda città della Carinzia, siamo scesi dalle biciclette ed abbiamo attraversato la zona pedonale del centro storico, che si estende attorno alla Hauptplatz (Piazza Principale) risalente al XII secolo. Molto caratteristici sono alcuni edifici in stile gotico, del XV e XVI secolo, in cui risiedevano le ricche famiglie di Villach, tra cui segnaliamo la casa in cui trascorse la giovinezza Paracelso, il celebre medico e naturalista del ’500.                                             Molto suggestiva anche la chiesa parrocchiale di San Giacomo (St. Jacob), risalente al 1100 e che nel 1526 divenne la prima chiesa protestante d’Austria, con il caratteristico campanile di 94 metri, che è il più alto della Carinzia.

 

 

 

 

 

 

 

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Uscendo dalla piazza in direzione nord, abbiamo attraversato il grande ponte pedonale sul fiume Drava, da cui si gode un magnifico panorama, particolarmente in direzione sud, con la settecentesca chiesa di S. Croce (Kreuzkirche) e, sullo sfondo, la catena montuosa delle Karawanken con il Mittagskogel (2143 m), che segna il confine naturale tra Austria e Slovenia.       Prima di ripartire per Tarvisio, ci siamo rifocillati sulle splendide rive della Drava, il fiume su cui è sorta Villach ed uno dei maggiori affluenti di destra del Danubio, che ha la singolare particolarità di essere, con i suoi 749 km cioè 97 km più del Po, il più lungo fiume che nasce in Italia.                    Infatti nasce in Alto Adige, nei pressi di Dobbiaco, entra poi in Austria diventando navigabile da Villach, e successivamente scorre in Slovenia e Croazia, costituendo per 150 km il confine con l’Ungheria, prima di immettersi nel Danubio, il secondo fiume europeo, lungo 2.860 km, che sfocia nel Mar Nero. Per cui le molliche dei nostri panini, dopo oltre 2.000 km, potrebbero essere finite nel Mar Nero dopo aver attraversato ben 10 stati :Germania (Foresta Nera), Austria, Slovacchia,Ungheria, Croazia, Serbia, Bulgaria, Romania, Moldavia e Ucraina).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ritorno da Villach a Tarvisio, 32 km sempre in leggera salita, dovendo passare da 500 m a 750 s.l.m. ovviamente è stato più impegnativo dell’andata ed ha richiesto oltre 2 ore e mezzo, anche per la sosta effettuata nel caratteristico borgo di Arnoldstein, dominato da un antico monastero fortificato benedettino, che abbiamo raggiunto con un impegnativo strappo, percorrendo una breve ma ripida salita.                                                                                                                                                             Il monastero, che tra il IX e l’XI secolo rientrava nella giurisdizione della diocesi di Aquileia, è ormai in rovina ma è stato recentemente restaurato nella parte centrale dove d’estate, sotto una rinnovata copertura lignea, si tengono concerti e spettacoli.

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Infine, arrivati a Tarvisio dopo quasi 5 ore di pedalata e riconsegnate le mountain bike, l’escursione si è conclusa con una bicchierata  presso la vecchia stazione di Ugovizza, ora trasformata in suggestivo bar-trattoria, che conserva all’interno molte testimonianze di un tempo.

E’ doveroso un ringraziamento a Giove Pluvio perché, nonostante il tempo sempre incerto, ha avuto pietà di noi, risparmiandoci lungo un percorso ciclabile che, in caso di maltempo, ci avrebbe offerto ben poche possibilità di riparo. In compenso, la grandinata è arrivata quando ormai eravamo in macchina sulla strada del ritorno a Venezia.

Cesare Venanzi