DALLE ALPI GIULIE AI TREKKING IN EUROPA E TURCHIA


TREKKING EFFETTUATO CON SUCCESSO

REPORTAGE E FOTO IN CALCE 

 

        associazione alpinistica

     GIOVANE MONTAGNA VENEZIA

        Sez. Giacinto Mazzoleni

 

 

TREK  IN  ALBANIA

 MONTI PROKLETIJE – PARCHI NAZ. VALBONA E THETHI

 

2 .7.14 MERCOLEDI’: Arrivo a Tirana Rinas da Venezia Aeroporto Marco Polo.
Incontro con le guide  e trasferimento nella città di Scutari. Scutari si trova sulle sponde del grande lago omonimo: è una città con una storia di oltre 2.000 anni. E’ stata dominio veneziano e l'influenza italiana è evidente ovunque in Shkodra (Scutari). Cena in ristorante e pernottamento all’Hotel KANDUKU *** via Rruga Studenti, 84.

3.7.14 GIOVEDI’: Trasferimento da Scutari al Lago di Koman e nella valle di Valbona in mini pullman con traghettamento del lago (2,20 h). Koman è un grande lago artificiale costruito nel 1980, che racchiude le acque del fiume Drini. Il battello percorre in circa 2,30 ore i 20 km del lago fino a Fierze (Kukes), villaggio  nord-rientale dell'Albania, in un paesaggio di alte montagne che ricorda molto i fiordi norvegesi.

Si prosegue verso nord a Bajram Curri. Pranzo in un ristorante locale.Con fuoristrada 4x 4 (strade sconnesse) ci inoltriamo lungo la Valle Valbona  fino ad arrivare al villaggio di Dunicha, nel cuore delle Alpi albanesi. Con una superficie di 8.000 ettari, il Parco Nazionale di Valbona  è il gioiello delle Alpi albanesi. Le montagne alte e scoscese presentano ai visitatori una fantastica festa di colori in ogni stagione. Il Villaggio di Valbona è il punto focale del Parco. Le sue foreste, fiumi e torrenti, fiori, abitazioni caratteristiche, e l'ospitalità dei suoi abitanti ne fanno un luogo ideale da visitare. Cena e pernottamento in alberghetti di  Dunicha..  Note: organizzare il proprio zaino con il necessario per due gg, (vestire, ricambi e toilette). Il bagaglio più pesante ci aspetterà a Thethi.

4.7.14 VENERDI’:  Qafa e Rosit
L’escursione comincia nei pressi del villaggio di Kukaj (900 m.s.l.m). Da lì, il sentiero dei Pastori accompagna il gruppo per i remoti paesaggi delle alpi orientali dell'Albania a Qafa e Rosit (2.000 m. s.l.m- circa 7 - 8 ore di camminata). Il percorso si arrampica dolcemente in mezzo a dei prati verdi, con le splendide viste della montagna di Jezerca e del Rrethi i Bardhë, il Cerchio Bianco. Alla conclusione del giorno, si ritorna  in Dunicha.

 

5.7.14 SABATO: Valbona - Thethi (8 km, 6 - 7 ore) Dopo la prima colazione, partenza da Valbona (possibilità di percorrere un tratto di strada bianca con i fuori strada). Escursione da Valbona a Thethi.Cena e pernottamento in uno degli alberghetti del Villaggio di Thethi. Breve visita del paese con le sue caratteristiche case. 

 

6.7.14 DOMENICA: Grunasi Canyon - grande cascata (2  km 2 - 3 ore) Dal villaggio ci incamminiamo  per visitare la chiesa e la Kulla e ngujimit (una casa-torre utilizzata in passato dai nativi come riparo dai nemici durante le faide). e poi partiamo alla volta della cascata di Grunasi. Pranzo al sacco. Nel pomeriggio  visitiamo il villaggio Nderlyse (3 km, 2 - 3 ore)  e scopriremo i meravigliosi luoghi nascosti che si trovano nella valle del Nderlyse. Attraversiamo numerosi torrenti di montagna. Arrivando al villaggio di Nderlyse, si prova una sensazione di desolazione e solitudine. Case ancora abitate ed altre abbandonate. Parlando con la gente del posto si capiscono le difficoltà della vita nei tempi passati. A sera ritorno al villaggio e pernottamento in una delle pensioni.  

 

7.7.14 LUNEDI': Thethi - Boga  (10, km 5 - 6 ore) Dopo la prima colazione presso la foresteria, lasciamo Thethi per iniziare il trekking verso il villaggio di Boga. Facciamo uso della cosiddetta "Shtegu i Dhenve", uno stretto sentiero attraverso le Alpi albanesi che collega i villaggi di Thethi e Boga. Dopo due ore arriviamo al passo. Esso offre una vista mozzafiato sulle Bjeshket e Namuna (Le montagne maledette). Il percorso prosegue in discesa lungo il fianco della montagna Radohima fino a raggiungere il villaggio di Boga. Pranziamo in questo pittoresco villaggio circondato da pendii verticali con punte di oltre 2000 m di altezza. Nel pomeriggio in minibus da Boga in 50 km  ci trasferiamo nuovamente a Scutari. Visitiamo il Castello di Rozafa a Scutari. La sera usciamo in uno dei ristoranti in riva al lago per godersi le specialità di pesce della tradizione guardando il panorama del lago di Scutari.  

Uno degli edifici storici più importanti dei quartieri cattolici è la Cattedrale della città, dedicata a Santo Stefano protomartire e chiamata "Kisha e Madhe" ovvero Chiesa Grande. Questo edificio, come monumento religioso è esistito fino al 1967, quando fu chiuso al culto e trasformato in un impianto sportivo dal regime ateo, per poi rinascere negli anni '90. La storia della Cattedrale ha origini antiche. Il governo Ottomano non ostacolò la costruzione di chiese, per i bisogni dei credenti, perché la libertà di religione fu sempre garantita a partire dal Sultano Mehmet II Fatih, il conquistatore di Costantinopoli. Il 7 aprile 1858, con una cerimonia ufficiale, fu posta la croce dove oggi c'è il grande altare. Alla Cerimonia di fondazione erano presenti molte personalità tra cui: Abdi Pashe Cekrezi, Governatore e comandante di Scutari, che per l'occasione lesse la lettera del Sultano. Per la costruzione della Cattedrale, il Sultano aveva inviato come dono 700 lira turche d'oro, anche il Papa Pio IX donò 1000 scudi d'oro e nel 1867 la proclamò Metropoli. Nel 1993 fu visitata da Papa Giovanni Paolo II. La Cattedrale è la chiesa principale dell' Arcidiocesi di Scutari-Pult.

E’ possibile assistere alla Santa Messa  anche in altre chiese cattoliche della città.

Cena in ristorante e pernottamento all’Hotel KANDUKU *** via Rruga Studenti, 84.

8.7.14 MARTEDI’: Scutari – Kruja – Durazzo.

 

Visita della città di Kruja, città dell’eroe nazionale dell'Albania, Scanderbeg, che nel 15 ° secolo con successo ha combattuto contro i turchi per più di trenta anni. Visita al Castello Vecchio, l'impressionante Museo Scanderbeg, il Museo Etnografico, e shopping al bazar turco-style.

Poi trasferimento (1 h) a Durazzo, il più importante porto antico sulla costa adriatica.

Visita al teatro romano. 

Cena in ristorante e alloggio all’Hotel VIVAS **** Lagjia Plazh 13.

9.7.14 MERCOLEDI’: Durazzo – Tirana/Aeroporto Rinas

Dopo la prima colazione, trasferimento in aeroporto per la partenza di rientro. 

 

PASSAPORTO/CARTA D'IDENTITÀ VALIDA PER L'ESPATRIO

 E’ necessario viaggiare con uno dei due documenti che abbia una scadenza superiore di almeno tre mesi alla data di rientro dall’Albania. Per i cittadini UE non è necessario il visto d'ingresso. Si rammenta tuttavia che la normativa albanese sul soggiorno degli stranieri prevede che non si possa soggiornare nel Paese per un periodo superiore a 90 giorni nell'arco di 6 mesi. Chi deve trattenersi per un periodo superiore deve pertanto chiedere un permesso di soggiorno alle competenti Autorità albanesi. Coloro che non ottemperano a tale obbligo rischiano di vedersi rifiutato il diritto di ingresso in Albania (o di essere espulsi dal Paese, con conseguente divieto di reingresso, nel caso in cui si trovino già in Albania e superino i 90 giorni consentiti nel semestre).

ASSICURAZIONI INFORTUNI E MALATTIA 

Per eventuali rimpatri sanitari d'urgenza è necessario rivolgersi all'Ambasciata d'Italia a Tirana (numero di emergenza connazionali, attivo H24: +355.4.2274900).
Si consiglia vivamente, di stipulare, prima di intraprendere il viaggio, una assicurazione sanitaria che preveda, oltre alla copertura delle spese mediche, anche l'eventuale rimpatrio aereo sanitario o il trasferimento in altro Paese.
Gli interventi medici sono, purtroppo, talvolta necessari a causa di malaugurati incidenti che possono sopravvenire a seguito dello svolgimento di pratiche sportive sempre più diffuse nel Paese (immersioni subacquee, ciclismo, competizioni motoristiche, etc.). Per coloro che si recano in Albania a tale scopo, stipulare una assicurazione sanitaria si rende assolutamente necessario. 

Vedremo di stipulare una polizza collettiva per viaggi che dovrebbe costare circa 30 €. procapite.


AVVERTENZE ALIMENTARI


Si raccomanda di:
• bere solo acqua e bibite in bottiglia senza aggiunta di ghiaccio, 
• non mangiare cibo crudo e carne macinata,
• lavare e disinfettare sempre frutta e verdura  prima del consumo.

DISPOSIZIONI PER IL VIAGGIO AEREO

 

  Prezzo Biglietto 117.28 €  CON AIR ONE PIU’ BAGAGLIO IN STIVA €. 40,00

Prezzo per passeggero.Tasse aeroportuali incluse.

Il seguente prezzo può essere soggetto a variazioni. L'effettiva disponibilità viene confermata solo nella pagina successiva prima di effettuare il pagamento.

  •  

    02-Lug.

    12:35 Venezia Marco Polo

    14:15 Tirana Rinas

    AirOne

    58.28 

     AIR ONE

    02-Lug.

    14:35 Venezia Marco Polo

    16:05 Tirana Rinas

    BluExpress

    70.45 

    BLUE EXPRESS

    VOLO ANDATA

 

  •  

    09-Lug.

    10:20 Tirana Rinas

    12:00 Venezia Marco Polo

    AirOne

    59.00 

    AIR ONE

    09-Lug.

    12:15 Tirana Rinas

    13:45 Venezia Marco Polo

    BluExpress

    70.50 

    BLUE EXPRESS

    VOLO RITORNO

Prezzo per passeggero. Tasse aeroportuali incluse. Il seguente prezzo può essere soggetto a variazioni. L'effettiva disponibilità viene confermata solo nella pagina successiva prima di effettuare il pagamento.

 

DISPOSIZIONI PER IL BAGAGLIO IN AEREO

Dimensioni del bagaglio a mano

Air One ammette un solo bagaglio a mano per passeggero, le cui dimensioni possono essere al massimo 55x25x35 centimetri e il peso non può superare gli 8 Kg. Nelle dimensioni massime devono essere comprese maniglie, tasche laterali e rotelle.

Bagagli da registrare

Ogni bagaglio registrato al seguito del passeggero può pesare al massimo 32 Kg. Scatole, involucri, pacchi o singoli bagagli che pesano più di 32 kg vanno spediti come merce. In ogni caso, ogni passeggero non può portare più di 50 Kg. È possibile imbarcare scatole a condizione che vengano avvolte nel cellophane e che rispettino le seguenti dimensioni: larghezza 70 cm, altezza 80 cm, profondità 100 cm.

 

Cosa comprende

Cartelle porta documenti o computer portatili sono considerati bagagli a mano che è possibile portare in cabina in aggiunta ai limiti indicati. 
Anche le stampelle sono considerate bagaglio a mano.

Oggetti vietati in cabina

Non è consentito il trasporto in cabina di oggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza del volo, quali forbicine, temperini, coltellini svizzeri o strumenti di uso agricolo, scientifico, sportivo, industriale e simili, così come le riproduzioni realistiche di armi da fuoco. È proibito l’utilizzo delle sigarette, delle pipe e dei sigari elettronici. Inoltre, è vietato portare in cabina accendini su tutti i voli.

VALUTA

Negli ultimi anni procurarsi della valuta locale è diventato più semplice: nelle maggiori città e cittadine sono disponibili sportelli bancomat. I circuiti principali sono Raiffeisen Bank, American Bank of Albania, Pro Credit Bank e Tirana Bank.

Le carte di credito sono accettate solo dagli alberghi più grandi e dalle agenzie di viaggi e solo in poche strutture al di fuori di Tirana. 

Le valute straniere maggiormente accettate sono euro e dollari americani.

1 Euro = 139.8760 Lek     -   1 Lek = 0.0071 Euro

 

ORAGANIZZAZIONE, GUIDE E PRESCRIZIONI

 

Materiali ed equipaggiamento individuale consigliati

Giacca impermeabile;                                                 Pantaloni cotone trekking;                                                           

Maglione pile;                                                                Ricambi biancheria intima;

Sacco lenzuolo;                                                             Magliette cotone;

Camicia o maglia maniche lunghe;                         Calzettoni 2/3 paia;

Scarpe ginniche;                                                          Scarponcini trekking;

Mantella acqua, ombrello e coprizaino;                   Berretto e occhiali da sole;

Guanti;                                                                            Pantaloni corti;

 Asciugamani piccoli o medi;         Busta toilette (sapone,shampoo, dentifricio e spazzolino ecc.)

Coltellino multiuso;                                                     Borraccia 1-2 litri;

Crema solare protezione 50 + lapisan;                  Medicinali personali;

Macchina fotografica;                                                  Pila frontale;

Bastoncini telescopici.                                                

La lista materiali è puramente indicativa e per far memoria, ma si consiglia di attenervisi. Sono previsti due colli a testa: uno zaino (30/40 litri) e una borsa da viaggio con i ricambi. Evitare di portare valige o borsoni ingombranti tenendo conto che alcuni trasporti si effettuano con i muli.

Guide

Guida Alpina Jaroslav  Michalko, Dolny Smokovec, 52 -05981 Visoke Tatry (Slovacchia) – Cell. tel. 00421903436606 – posta elettronica michalko@sinet.sk – sito www.tatraguides.com più Guida alpina locale.

Accompagnatori  giovane montagna

Giovanni Cavalli cell. 3296917670  e-mail  kugy48@yahoo.it 

Riferimenti per iscrizioni

Associazione alpinistica Giovane Montagna di Venezia: Dorsoduro – San Pantalon, 3703/A , 30123 – Venezia (IT) – indirizzo posta elettronica giovanemontagnave@alice.it, sito www.gmvenezia.it

Referenti: Giovanni Cavalli  (per prenotazioni e versamento quote)- G.Battista Piasentini

Quota di partecipazione €. 600,00 PER ALMENO 12 PARTECIPANTI: 

Il costo del trek comprende:

. spese di trasporto con pulmino;

. spese alloggio a mezza pensione;

. il battello del lago di Koman;

. il costo della guida di montagna; 1 giorno

. una cena speciale in ristorante;

. i pranzi al sacco.

  

Non sono inclusi:

. il biglietto aereo Venezia – Tirana e ritorno;

. l’assicurazione infortuni e malattie estero (polizza da stipulare in Italia)

. gli extra vitto & bevande;

. le escursioni extra, le entrate ai musei e ogni altro extra programma.

ANNOTAZIONI

Le salite alle vette più importanti del gruppo delle Prokletije (la vetta più alta delle Alpi Dinariche e albanesi è la Cresta del Lago m. 2692 - in albanese Maja e Jezercës, in serbo Jezerski vrh), che durante il trekking ci sovrasterà continuamente, sono molto impegnative e lunghe ( 10-12 ore a.r.) con segnaletiche inesistenti.

Indispensabili le guide locali  per i giorni di trekking in montagna. Previsto il trasporto del bagaglio personale con minibus e fuori strada.
Il parco nazionale di Theth è situato a 70 km dalla città di Scutari, nel cuore delle Alpi albanesi. Il parco in questione ha una superficie di 2630 ettari e si trova a un'altitudine che varia da 600 a 2.570 metri sul livello del mare. 
Il parco ha intorno a sè Radohima, Sheniku e Papluku, cime dalle altezze mozzafiato che raggiungono i 2.400-2.550 metri sopra il livello del mare.
L’alta valle di Theth, situata a 900 metri sopra il livello del mare, è una delle zone più particolari del turismo di montagna ed è anche una delle più nominate dai visitatori stranieri. A circondare la valle ci sono le cime più alte dell’ Albania e delle Alpi Albanesi tra le quali Qafa e Jezerces, Maja e Zeze, Qafa e Thanes e Shtegu i Dhenve. 
Nella valle di Thethi , si possono vedere gli edifici in pietra , in piedi alti e ben resistenti , infatti  sono conosciuti per il loro carattere difensivo. 
In questi luoghi, oltre alla natura intatta, il turista può visitare la chiesa locale, la kulla ossia la casa tradizionale e la torre dell'orologio.
Ogni anno questi luoghi di montagna vengono visitati da equipe di alpinisti europei, speleologi e botanici. Infatti, nella valle di Theth a tutt’oggi, seppur con difficoltà, si possono incontrare animali rari come l’orso, il lupo, la volpe, il cinghiale ed è anche la zona più popolata dalla lince con circa 50 esemplari. 
Nei giorni di bel tempo si può ammirare il falco l’aquila delle Alpi Albanesi , aquile che possono arrivare ad un apertura alare di un metro e mezzo.
 

 

                   

 

                        Lungo la valle di sx  in basso si sale al passo di Valbona.

                        Per la valle in alto a sx  si sale alla Cima Rosit.                         

 

                  

                       Dal Passo Valbona si scende a Thethi. Itinerario da dx a sx.                                                                                   

           

    Da Thethi a Boga. Itinerario da Dx a Sx


REPORTAGE

Il trek all'estero della G.M. di Venezia, prevedeva quest'anno la salita dei monti Prokletije ai confini con il Montenegro, da raggiungere risalendo lo spettacolare lago artificiale Koman e le valli di Valbona, Thethi e Boga. In tutto 4 giorni di escursioni impegnative e gli altri dedicati all’avvicinamento, al turismo e alla cultura e al viaggio in aereo da Venezia a Tirana e ritorno (aeroporto  Madre Teresa di Calcutta -Rinas).

Sono stati giorni di intensa attività e di conoscenza del territorio e delle sue genti, favoriti da un tempo molto bello e da un clima piuttosto caldo e afoso.

Noi sei partecipanti: Giovanni, Mario, Maria Luisa, Rosanna, Maria e Alberto oltre alla guida Jaro, come da programma ci siamo ritrovati all'aeroporto di Tirana alle ore 14,10, ma all'appuntamento non si è presentato il pullmino prenotato (scopriremo più tardi che la persona incaricata, e che avrebbe dovuto anche ospitarci nella sua guest house a Valbona, aveva "cancellato" le prenotazioni per non aver ricevuto a suo dire conferma del nostro arrivo, conferme invece inviate dalla nostra guida Jaro come verificato sul posto).

Non è stato difficile comunque trovare quasi immediatamente due autovetture con autista che ci hanno trasportato nella città di Scutari dove abbiamo preso alloggio all'Hotel KANDUKU. Frenetico e faticoso il fine giornata per Jaro: ha dovuto riprogrammare il trasferimento del giorno dopo al lago Koman, la navigazione dello stesso con battello turistico privato e da lì a Valbona.

La sera dopo un giro turistico per la città per vedere almeno dall’esterno  la grande moschea, la chiesa cattolica dei francescani e poco più lontano la cattedrale cattolica “kisha e madhe” dedicata a S.Stefano, visitata da Papa Giovanni Paolo II nel 1993 e la non estesa zona pedonale con i caratteristici ristoranti e negozietti, siamo andati a cena in un vicino locale dalle ampie sale da pranzo. Sistemati in una terrazza posta al piano superiore abbiamo assaggiato i primi piatti tipici locali e le prime trote. Un locale di categoria superiore per le possibilità economiche degli albanesi, per noi decisamente alla portata (dai sette ai dieci euro a persona inclusi il vino, le birre, il caffè e la rituale grappa rakj).

La notte in hotel è stata piacevole fino a quando alle 3, il  Muezzin  della vicina moschea non ci ha svegliati; il dormiveglia è poi continuato “allietato” dal canto di un gallo.

Dopo la colazione presso l'hotel, con un pulmino ci siamo diretti verso il lago Koman superando una prima zona di pianura tra casolari sparsi qua e là (non si vedono centri abitati come li intendiamo noi, anche le chiese e le moschee paiono essere costruite in zone isolate) per poi inerpicarsi in una strada tortuosa, molto stretta e dissestata, asfaltata per modo di dire e con tratti a fondo naturale.

Dopo più di un'ora sbuchiamo attraverso una galleria sull'ultima diga del lago, dove una moltitudine di comitive erano in attesa di imbarco (altra attesa di un'ora). Finalmente alle 9,20 inizia il viaggio di circa tre ore lungo il "fiordo" balcanico: ora stretto tra alte pareti rocciose, ora aperto verso piccole valli laterali. Lungo il tragitto il battello effettua varie fermate per sbarcare anche merci e i radi abitanti di sperduti e inospitali villaggi (alcune case qua e là).

Giunti a Fierze saliamo sul pulmino tutto nostro e dopo una sosta per mangiare a Bajram Curri, grande villaggio ai piedi dei monti, prendiamo a salire per Valbona (strada a fondo naturale in ripristino e allargamento dopo le numerose frane in punti molto stretti).

Ci rendiamo sempre più conto che per noi questi posti sono impossibili da abitare, così isolati e difficili da raggiungere, eppure i segni dell'uomo ci sono e anche le costruzioni in pietra e i tetti a scandole, creano in noi un senso di meraviglia e incredulità (a Valbona ci sono solo 15 abitanti).

Arriviamo così al primo nostro punto di raccolta e ristoro: alla Guest House “QUKU I VALBONËS” di Selimaj (ristorante in basso e alloggio 1 km più in alto in una radura circondati da boschi di faggio e pino loricato dalla corteccia bianca  con pecore al pascolo). Si tratta di strutture ricettive molto recenti e limitrofe al tratto stradale asfaltato che da questi luoghi sale per circa 5 chilometri fino ai ghiaioni dell’alta valle. Nel tardo pomeriggio prima della cena effettuiamo un’escursione fino a Valbona e al centro visite del Parco, per renderci conto dei luoghi e dell’imbocco dei sentieri.

Venerdì 4 luglio, dopo una buona colazione il pulmino ci accompagna per alcuni chilometri fino all’inizio del sentiero che da Valbona sale al piccolo insediamento di Kukaj. Il sentiero sale agli alti pascoli fino alla sella di Valbona, confine con il Montenegro (q.2000). Dalla capanna dei pastori (q.1650), dove abbiamo trovato acqua fresca, fino a quasi al passo, la natura floreale ci ha riservato uno spettacolo unico: magnifici i gigli giallo rossi dei Balcani, genziane, nigritelle, e molti altri.

Al passo ci siamo rifocillati e chi ancora aveva forze sufficienti ha decisamente ripreso la salita per la Cima Rosit (q.2522-25).

Io, Jaro, Maria e Alberto, giunti sulla cima, abbiamo potuto godere di un panorama vastissimo di cime, nevai, laghetti alpini, fino alle lontane cime del Durmitor in Montenegro dove ci siamo recati l’anno scorso. Anche chi è rimasto al passo ha potuto godere di un bellissimo panorama.

La discesa (dislivello 1.500 m. come per la salita) è stata lunga e ha lasciato dei brutti “segni” ai piedi e alle ginocchia. Più fortunato un gruppo di escursionisti inglesi guidati da una simpatica ragazza di Tirana: ha scelto una cima meno alta e più facile da raggiungere.

Ad ogni modo per la cena eravamo tutti in forma: il buon mangiare e il vino locale, il “ clinto” delle nostre parti, ci ha fatto dimenticare le fatiche del giorno.

Sabato 5 luglio, trasportati fino al villaggio di Rragam raggiunto faticosamente lungo il greto ghiaioso e asciutto del torrente Valbona, saliamo al Passo Valbona (q.2000). La giornata molto calda ci ha fatto rapidamente prosciugare le nostre borracce; provvidenzialmente a metà salita, prima di uscire dalla zona boscosa, troviamo un punto ristoro (tettoia con divanetto e sedili in legno  costruiti  in loco con la motosega) con annesso ricovero per le capre e nelle vicinanze una sorgente: succhi frutta, coca cole, aranciate e birra per pochi lek. Il titolare, con moglie e figlioletto, ci spiega di aver fatto una notevole esperienza all’estero e che rimarrà in loco anche fino alla prima neve (settembre/ottobre). Lungo il percorso raggiungiamo il gruppo di giovani canadesi che come noi sono diretti a Thethi. Giungiamo abbastanza stanchi al passo Valbona (l’ultimo tratto è un lungo traverso sotto le rocce con delicati passaggi esposti). Lasciamo passare una carovana di muli con bagagli e provviste e scendiamo soffermandoci finalmente nel bosco per bere e mangiare (un panino con agnello già assaporato la sera prima), poi, poco dopo, ci ritroviamo nell’ultimo punto ristoro prima di scendere rapidamente verso la valle di Thethi. In una radura, ci imbattiamo in numerosi funghi porcini che decidiamo di raccogliere in quantità appena trasportabile (magnifici! la sera li degusteremo al crudo durante la cena). Guadati con attenzione alcuni torrenti, sul fondo valle intravediamo in lontananza, alla nostra sinistra, le costruzioni tipiche di Thethi e ci dirigiamo così piuttosto trafelati verso quei punti di riferimento chiedendo anche informazioni ad alcuni operai stradali (carrareccia).

Incontriamo un nuovo complesso ricettivo e poi una costruzione che doveva essere una scuola elementare e a fianco una Guest house dove incontriamo un signore con il quale Jaro aveva stretto accordi sul pernottamento e i trasporti (il soggetto aveva disdetto gli accordi sostenendo di non aver ricevuto conferme, circostanza confutata dalle e-mail inviate). Ad ogni modo si trova un accordo per la sistemazione di noi tutti ma in due strutture diverse. Il giorno dopo, tuttavia, abbiamo dovuto traslocare presso la piccola e ancora in via di ristrutturazione “Rupa” Guest house Camping Site, anche centro informazioni e visite del parco, gestito da due simpatiche e decise ragazze (prenotato il primo giorno dall’albergo di Scutari). Io ho avuto modo di mettere ad essiccare i miei funghi non destinati al consumo immediato. Buona cena con zuppa di verdura e carne di agnello, vino “clinto” e birra.

Sabato 6 luglio: la giornata è stata dedicata alla vista alle caratteristiche case del villaggio, sparse qua e là, alla piccola chiesa cattolica, alla torre di difesa. Incontriamo una intraprendente ragazzina che ci convince a seguirla nel casa-museo simile alla torre di difesa Kulla e ngujimit (mini castelli) che dice di essere di suo papà (poco credibile anche come museo); poi pretende e ottiene 100 lek da ciascuno di noi come biglietto d’ingresso. Si propone poi di accompagnarci sul sentiero per il Canyon e la cascata Grunasi. Dopo un po’ capiamo l’antifona, e rifiutiamo la sua offerta. Neanche a farlo apposta sbagliamo subito sentiero e lei dal basso ci invita a seguire una canaletta di derivazione delle acque. Ci convinciamo e così facciamo. La canaletta in parte intagliata nella roccia per alcuni km. taglia trasversalmente la montagna fino a scendere in una “contrada” diremo noi (due case con orti e animali da cortile oltre alle immancabili capre e qualche mucca). Proseguendo risaliamo un sentiero con a fianco un’altra canaletta che scende dal parte opposta e dopo una decina di minuti giungiamo finalmente alla famosa cascata: suggestiva non tanto per l’altezza (forse 40/50 metri con qualche salto) ma dalle acque molto fresche e sgorganti in più punti della roccia. Jaro non resiste dall’effettuare una immersione mordi e fuggi, imitato da lì a poco da dei ragazzi che evidentemente dovevano dimostrare alle ragazze il loro coraggio.

Tornati a valle per un altro sentiero, attraversiamo il torrente sopra un ponticello, soffermandoci ad osservare la profonda e stretta spaccatura delle rocce dove sul fondo corre il torrente della valle di Thethi (Canyon). Raggiunta la strada sterrata, Maria e Alberto decidono di completare il programma della giornata scendendo a visitare il villaggio di Nderlyse gli altri propendono per risalire a Thethi (2 km). Proprio sotto la torre Kulle due enormi tubi messi di traverso del torrente (altrimenti invalicabile) ci invitano a percorrerli e così facendo accorciamo di un bel po’ il nostro rientro alla casa “Rupa”.

Arriviamo accaldati perciò sia una birra, buona anche quella di marca “Tirana”, che un caffè fatto con la nostra moka Bialetti, sono proprio indispensabili.

Domenica 7 luglio, dopo una abbondante colazione: buone marmellate, burro non sgrassato, anche yogurt e omelette da farcire, prendiamo a risalire la valle di Thethi che io ho trovato più verde, più aperta e ridente rispetto a Valbona seguendo la strada rupestre che sale a tornanti negli insediamenti in parte abbandonati. Si notano terrazzamenti, prati e case abbandonate. Noi seguiamo la segnaletica esistente che a volte si perde in mezzo agli arbusti e l’erba alta. Ad un tornante la segnaletica scompare e decidiamo di salire seguendo un evidente tracciato che in poco tempo ci riporta sulla strada forestale e sul crinale. Acquisite nuove informazioni, riteniamo giusto proseguire per la strada che sulle carte topografiche in nostro possesso non è segnata. Arriviamo dopo qualche chilometro al passo dove si può incrociare il vecchio sentiero che scende a Boga (sconsigliato in partenza perchè franato). Qui la piacevole sorpresa di trovare un nuovo locale di ristoro (piccolo rifugio diremmo noi) con terrazza panoramica. Ci fermiamo anche per mangiare e bere. Poi mentre Jaro prende accordi con il nostro autista di passaggio per il recupero dei viandanti e dei nostri averi rimasti a Thethi, ci incamminiamo in discesa lungo la grande strada a fondo naturale in costruzione (fondi europei). Avendo tralasciato il sentiero, la strada per Boga si è rivelata molto lunga e noiosa. Tuttavia il paesaggio del fondo valle offre un bel colpo d’occhio, con la sua caratteristica forma concava e le praterie e i crinali molto dolci (forse verranno rovinati da impianti sciistici).

Io e Rosanna arriviamo a Boga e al primo bar veniamo circondati dalla titolare che ci invita ad entrare (neanche il tempo di rinfrescarci in una vicina fontana).

Beviamo una birra e mangiamo qualche biscotto e ci rassettiamo un po’ sfruttando alche la toilette del bar; poi ci sistemiamo su un terrazzino senza parapetto in vista della strada che scende dai monti.

Passa un po’ di tempo e vediamo il nostro furgone che immediatamente fermiamo  invitando i compagni ad entrare nel bar, cosa del resto necessaria a tutti. Scendono anche due coppie di turisti di Ong Kong e americani. Approfitto della sosta per offrire a tutti una fetta di anguria che il giorno prima Rosanna aveva acquistato a Thethi.

Da Boga a Scutari la discesa è stata abbastanza veloce nonostante la strada asfaltata sia molto stretta (e perché sopra Boga stanno facendo una strada larga più del doppio?).

Torniamo all’hotel del primo giorno, il Kanduku, e per le 17,30 siamo già sistemati e lavati. Chi ha voluto e potuto ha assistito nella Cattedrale Cattolica alla Santa messa celebrata dall’Arcivescovo monsignor Angelo Massafra, pugliese.

Alle 20,00 cena romantica in riva al lago Scutari, sulla sponda ovest, quasi al confine con il Montenegro. La cena non è stata granché (fritto di anguilla e carpa) ma il tramonto con il sole che piano piano scompariva ad occidente con la montagna a ridosso e le numerose isolette del lago, è stato fantastico.

Lunedì 8 luglio. La giornata è dedicata al turismo e alla cultura. Infatti in sequenza visitiamo il Castello-fortezza di Rozafa con annesso museo che sovrasta sopra un’alta collina la città di Scutari. Risale al IV secolo avanti Cristo; passato sotto varie dominazioni fino a quella veneziana. Si notano la grande cerchia di mura, i resti di una moschea edificata sopra una chiesa del XIII secolo, dedicata a S.Stefano. Nel museo un bassorilievo in pietra ricorda la leggenda di Rozafa, murata viva per salvare il castello dalle distruzioni, poi la statua di Teuta, donna condottiera e ancora mappe storiche provenienti anche da Venezia.

Riprendiamo il cammino e arriviamo nella città di Lezhe, dove una erta strada lastricata ci conduce alla sommità di una collina dove i resti di un possente castello fortezza sovrasta la città verso la laguna e il mare Adriatico. La città conserva anche i resti dell’eroe albanese Skandeberg (Giorgio Castriota morto il 17 gennaio1468 a 63 anni).

Dentro e fuori il castello fervono lavori di scavo archeologico per portare alla luce una chiesa paleocristiana con tombe, locali e ambienti interrati.

Impressionanti le fondamenta delle mura di cinta la cinta sia sommitale che quella più antica che si intravede dall’alto 300 metri più a valle: grossi blocchi di pietra squadrati e ben incastonati.

Terza meta: la città di Kruya che raggiungiamo verso mezzogiorno giusto in tempo per visitare il museo più importante dell’Albania dedicato all’eroe nazionale Skandebeg e situato all’interno del castello-fortezza. La guida ci spiega in modo chiaro e in perfetto italiano le gesta dell’eroe che fermò l’avanzata ottomana in territorio albanese per ben 25 anni. All’ingresso si nota un grande gruppo scultoreo che rappresenta Giorgio Castriota (Skandebeg) circondato da un folto gruppo di guerrieri. In esso è custodito l’elmo dell’eroe ornato da una testa di capra. Antonio Vivaldi ha dedicato l’opera “Skandebeg”. Il legame con l’Italia è rappresentato anche dalle visite che Skandebeg fece al Papa Callisto III che lo nominò “atleta di Cristo e difensore della fede” e  a Ferdinando I di Aragona con l’intento di stringere patti per fronteggiare i Turchi.

Attualmente è anche custodita una teca con targhe e dediche della Guardia di Finanza (febbraio 2014).

Su indicazione anche del nostro giovane autista ci rechiamo in un ristorante vicino al castello e con pochi euro mangiamo una gradevole e rinfrescante insalata alla greca con relativa bevanda e caffè.

Un ultimo frettoloso giro per il bellissimo bazar acquistando chi tovaglie chi magliette e altri prodotti artigianali.

Non ci resta che scendere dalla montagna all’ultima meta del viaggio: Durazzo.

Visitiamo alcune vie del centro storico, le mura e la Torre Veneziana, l’anfiteatro Romano stretto fra case abusive che ne impediscono la visione completa, con all’interno una piccola chiesa paleocristiana e alcuni mosaici molto belli raffiguranti dei santi, e poi il foro romano con le terme.

Torniamo al nostro pullmino e cerchiamo l’hotel prenotato vicino al mare. Ne troviamo uno con lo stesso nome “Nais” della prenotazione ma non è quello giusto e ricarichiamo i nostri bagagli a bordo.

Finalmente giungiamo sul lungomare e troviamo il nostro lussuoso albergo a tre stelle. Ci sistemiamo chi al 3° chi al 4° piano: bella sistemazione non c’è che dire.

Lavati e sbarbati (i maschi si intende) scendiamo nella hall dandoci appuntamento per le 19,30. Intanto con Jaro andiamo alla ricerca di un buon ristorante dove poter mangiare del buon pesce e lo troviamo a un centinaio di metri dall’albergo. Un locale senza grandi pretese ma che ci dava fiducia. Con una modica spesa per noi italiani, abbiamo mangiato quello che desideravamo: un primo piatto costituito da un risotto con frutti di mare, patate fritte, grandi insalate miste e un’abbondante grigliata di pesce misto e frittura, acqua e due bottiglie di ottimo vino bianco. Dopo il caffè anche un bicchiere di Rakj.

La serata si è conclusa, per alcuni di noi, davanti al televisore con gli albanesi assistendo alla disfatta calcistica del Brasile con la Germania.

La stanza d’albergo invitava al rilassamento e a una buona dormita dopo la doccia, purtroppo occorreva organizzarsi per il rientro in Italia: ero in stanza con Jaro che alle 2 di notte doveva partire per l’aeroporto di Tirana mentre il resto del gruppo sarebbe partito alle 8 in punto.

Orari e programma di rientro perfetti; alle ore 10,20 già imbarcati sull’aereo per Venezia, dopo aver acquistato qualche liquore e souvenirs nel duty free dell’aeroporto.

 

Giovanni Cavalli

G.M. VENEZIA

Per le considerazioni sul viaggio in Albania devo dire che, come tutti i trekking precedenti, è stata una bellissima esperienza, anche se qualche piccolo disagio non è mancato (vedi trasporto del bagaglio che era assicurato per buona parte del trekking e invece, causa disguido, mi ha costretta con un piccolo zaino a rinunciare a buona parte del mio guardaroba e a presentarmi alla sera con l'unico pantalone non sportivo e cioè quello del pigiama che aveva trovato posto nel suddetto piccolo zaino. Anche il caldo ha picchiato duro, ma questa è la costante dei nostri trekking che si tengono in luglio e al sud . A quando un trekking in Norvegia? Comunque, come ripeto al di là di questi piccoli inconvenienti, ho apprezzato molto le montagne, che in qualche caso, mi ricordavano le nostre Dolomiti, la fioritura veramente favolosa (compresi i bellissimi funghi porcini) e le valli selvagge di Valbona e Theti e per finire anche l'accoglienza ed il cibo sia negli alberghi che nelle case dove abbiamo soggiornato sono stati ottimi, e anche migliori di altri giri (vedi Corsica). Per chiudere voglio ringraziarti, ancora una volta, per il tuo lavoro organizzativo, perchè senza la tua volontà, penso che non ci sarebbe alcun trekking  sulle montagne non italiane, e a proposito dove il prossimo?

Rosanna Del Negro